Art. 29
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.
Art. 30
È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.
La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.
La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.
Art. 31
La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.
Dalla Costituzione italiana.
Ottime notizie quindi: la definizione di “famiglia” nella legge fondamentale di questo Paese governato dai clown che si merita, è già neutra; manca solo una “banale” legge ed anche qui, come in buona parte dell’Europa le coppie omosessuali potranno godere degli stessi diritti di quelle eterosessuali. Magari, prima, sarà il caso di farli sposare: non è il massimo dover allevare dei figli pagando le tasse come un single. Se vi siete mai chiesti “una coppia omosessuale distruggerà un figlio?” oppure “un figlio crescerà male con due genitori dello stesso sesso e omosessuali?” (che poi biologicamente non possono essere entrambi “genitori”, ma vabbè, chiamiamo il Partito Democratico “partito”… forse è corretto, come participio passato) sappiate che la risposta è in entrambi i casi “No”. Addirittura, nei casi di lesbiche, la risposta è “No, anzi” perché per diversi aspetti sono meglio delle coppie “normali”. Quindi “Di mamma ce n’è una sola”, però con due si cresce meglio.
How does the gender of parents matter? è frutto di una ricerca in cui sono stati analizzati tantissimi studi che comparassero famiglie eterosessuali e tutto il resto. Uno dei risultati inaspettati è che l’80% degli studi non ha trovato differenze significative fra i figli cresciuti “normalmente” e gli altri. I ricercatori quindi si sono concentrati su quegli studi (1 ogni 5) che hanno trovato differenze e, sorpresa sorpresa, le lesbiche battono gli etero per tanti aspetti.
Andiamo a Vicenza ?
