Scraping an anchor podcast

It’s 2021 and I want to burn some mp3 on a CD to enjoy a podcast like it’s 2005.
Luckily, the main technology under podcasts is Free™.
From cementopodcast.it I go to https://anchor.fm/cemento/episodes/01-01—Un-Nuovo-Est-e921bn/a-a39r2ov which has a neat RSS URL, so it’s only a matter of

$ wget -o cementopodcast.rss https://anchor.fm/s/1097051c/podcast/rss
$ grep -a -e "<link>" -e "<enclosure " source.txt
# [Delete a couple of spurious  lines]
#!/usr/bin/python3

from os import system

with open('source.txt', 'r') as sourcefile:
    while True:
        title = sourcefile.readline()
        if title == '':
            break
        parts = title.split('/')[-2].split('-')
        season = parts[0]
        episode = parts[1]
        fulltitle = '_'.join(parts[4:-1])
        name = f'{season}-{episode}_{fulltitle}.mp3'
        audiourl = sourcefile.readline().split()[1][4:]
        system(f'wget -O intermediate {audiourl}')
        if audiourl[-4:] != 'mp3"':
            system(f'ffmpeg -i intermediate -ab 320K {name}')
        else:
            system(f'mv intermediate {name}')

Techno

Semplificando, il nostro cervello può essere suddiviso in corteccia cerebrale e tutto-il-resto. Tutto-il-resto è roba che più o meno condividiamo con tutti i mammiferi. Pulsioni sessuali, fame, reazioni istintive: in larga parte sono cose che succedono fuori dalla corteccia, in particolare nel sistema limbico. La corteccia al contrario è evolutivamente “moderna”, probabilmente è ciò che permette il pensiero formale.
La (musica) techno, per me funziona a livello di tutto-il-resto, di sistema limbico. Non va capita razionalmente. M’è capitato più volte di ascoltare con attenzione una traccia che mi stavo godendo distrattamente alla guida dell’auto, e pensare “ma non è musica! sono 3 synth e una base!”. E poi tornare a godermela di pancia.
Anche il minimalismo può funzionare alla grande. Un modo di interpretare l’attività del cervello è “continua a elaborare gli stimoli sensoriali ed i ricordi che affiorano, sintetizzando un senso (anche quando non c’è)”. L’esempio che preferisco sono queste illusioni

Triangoli di Kanizsa

I triangoli non sono disegnati, sono una nostra interpretazione, interpolazione. Anche con la techno può accadere la stessa roba, di sentire una melodia dove c’è solo una base con qualcosina intorno.

Su Twitter che banna Trump

Legalmente, ineccepibile: la piattaforma è mia e ci scrive chi dico io.
Politicamente, Twitter ha la faccia come il culo. Gli imperi di manipolazione del comportamento conosciuti come “social network” guadagnano raccogliendo e vendendo dati utenti e vendendo spazi pubblicitari. Più tempo gli utenti passano dentro il sistema, più il sistema guadagna. I sistemi usano tutte le tecniche conosciute (e ne sviluppano di nuove) per provocare dipendenza negli utenti. Una delle strategie più classiche consiste nel provocare, nel promuovere i contenuti più provocanti. Twitter, come tutti gli altri, fa tutte queste cose. Twitter ha munto la mucca Trump finché questo non è ufficialmente uscito di scena, momento nel quale Twitter l’ha mollato.
Si potrebbe proseguire con la questione “data la situazione attuale, in cui gli imperi di manipolazione del comportamento hanno molto potere, sarebbe meglio equipararli ai giornali, dando loro la responsablità dei contenuti (un direttore/editore tipicamente è responsabile per ciò che pubblica) oppure equipararli alle compagnie telefoniche (non possono censusare nessuno, non sono responsabili per gli utenti)?” La situazione attuale è una orrenda oligarchia, dove gli imperi NON sono responsabili per le cazzate degli utenti E hanno libertà di negare il servizio a chiunque. Una merdata. AUT gli imperi sono responsabili per gli utenti E decidono chi e cosa scrive, AUT gli imperi NON sono responsabili e non decidono chi e cosa scrive. Ma ora ho sonno.

Cose

La cosa dei feed m’è sfuggita di mano. Nel senso che ho decine di feed. Alcuni puntualmente non li leggo; che li tengo a fare?! Mi correggo, ho passato quota 100. Dafuq!
Forse una cosa utile sarebbe elencarli qui e per ciascuno dire qualcosa. Ma è tardi e comunque non vi interessa, quindi forse tanto vale darvi modo di ottenerli tutti e buonanotte.
Tutti i miei feed
Dato che sto sparando a ruota libera, e l’interwebz adora i gatti, abbiamo un gatto! Si chiama Sanchio, perché non eravamo daccordo sulla grafia Sancho VS Sancio…

Sanchio

Santi Numi!

Da qualche mese, grazie al consiglio di un amico, a sua volta consigliato dall’Algoritmo™ di youtube, ho iniziato ad apprezzare Mauro Biglino. È un esperto traduttore di aramaico e altre lingue bibliche. Mauro sostiene che le traduzioni e le interpretazioni della Bibbia fatte dalla Chiesa Cattolica siano sbagliate, frutto della volontà di far emergere dai testi sacri il concetto greco (e attuale) di monoteismo, con un unico Dio onnipotente, trascendente. Concetti assolutamente (e dimostrabilmente) assenti nelle società che scrissero la versione originale della Bibbia. Mauro sembra anche interpretare alcuni passaggi come se YHWH (tipicamente tradotto con “il signore”) ed i mal’akhim (“angeli”) fossero alieni, forse provenienti dalla costellazione di Orione. I concetti e la pratiche religiose degli autori della Bibbia erano assolutamente diversi dal monoteismo e in generale da tutto il cristianesimo da circa 1700 anni a questa parte (concilio di Nicea I, 325 e.C.). Gli autori della Bibbia si comportavano circa come i loro contemporanei. Riguardo a quanto fosse pragamatica e per nulla fideistica (quindi lontanissima dal monoteismo cristiano) la religione romana, consiglio l’ottima serie in quattro puntate Practial polytheism. L’antico testamento parla di divinità e religione più o meno come ne parlavano i romani. La religione non era una cosa in cui si credeva, era un insieme di pratiche, gesti ripetuti in un rapporto contrattuale con le divinità: do ut des. Sacrifico l’animale giusto nel momento giusto coi gesti giusti, dicendo le frasi giuste, e vinco la battaglia, o concludo l’affare, o ho un raccolto abbondante. Altrimenti: carestia, pestilenza, sconfitta, pianto e stridore di denti. L’unica grande differenza è che gli autori della Bibbia si rivolgono solo a YHWH anziché all’intero Pantheon. Rimane da capire consa intendessero gli autori della Bibbia (e dell’Iliade) quando descrivono incontri faccia-a-faccia, risse, con le divinità. Erano letteralmente convinti che fosse possibile lottare con una divinità, in carne e ossa? Un’interpretazione super affascinante è quella descritta in The mind of the Iliad. L’idea è che il concetto di “sè” che usiamo sia moderno, che gli antichi non lo avessero, e interpretassero quello che noi chiamiamo “monologo interiore” (quando riflettiamo, pensiamo da soli) come una voce divina. Forse, se non hai il moderno concetto di “sè”, inizi a interpretare come divine un sacco di cose. È un’idea che mi affascina più dell’ipotesi aliena e seppur incredibile, è meno incredibile di quella di Biglino. Forse però vende meno libri…